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Gianni parcheggia la sua vecchia Golf.
Nota già lì la famigliare di Paolo, la coupé di Teo e la Rover di Teo.
Uscendo dall'auto lo avvolge quell'aria calda e profumata di fiori, tipica
della primavera.
L'aveva respirata mille volte, ma ora gli riempie i polmoni, lo eccita.
Alla panchina si salutano. Avevano organizzato una cena al ristorante
per ricordare i vecchi tempi. E' tanto che non si vedono. Il lavoro, gli
impegni, la famiglia lentamente li avevano divisi. Un tempo era questo
il periodo più bello. La scuola era alla fine e le serate si facevano
sempre più tiepide permettendogli di trovarsi sempre lì, tutti insieme.
Rilassati sulle panchine c'erano Gianni, Teo ed un campionato da poco
finito…. "Hey ti ha dato la licenza?" fece Gianni sfottendo Paolo appena
arrivato. "Non li caghi più gli amici adesso che ti vedi con Elisa?" continuò
ad infierire.Lui li salutò sorridente, avvertendo la loro gelosia e la
sua superiorità. "Ma ci sei andato almeno?" chiese poi Teo fingendo astutamente
di trovargli una scusante. "Cioè te la sei scopata o no?" corresse subito
l'ambiguità della domanda ed il tiro. Essendosela scopata solo nei sogni,
Paolo capì di trovarsi intrappolato: o passare come coglione innamorato
o dire cazzate.
Finì che ci scherzò su e rimase sul vago. I due indagatori intuirono la
verità, alleviandosi quella punta d'invidia. Però capirono anche che le
voleva bene. E questo faceva molto più dispiacere della semplice invidia.
Avevano paura di perderlo, si sentivano quasi traditi. Da lontano stava
arrivando Omar, il "rinco" per tutti, con una bici scassata. "In bici?
Ma non aveva lo scooter?" si preoccupò Paolo mentre Teo rideva: "Si ma
c'è stato un palo che gli ha attraversato la strada". S'affrettò poi a
spiegare: "Sabato scorso aveva bevuto l'impossibile. Nel tornare a casa
si è schiantato, lì davanti all'Odeon, contro un palo che secondo lui
non c'era prima. Se l'è cavata solo con qualche scorticatura, lo scooter
era già da buttare. Per la cronaca all'ospedale gli hanno rilevato una
piccola percentuale di sangue nell'alcool."
Prima di fermarsi Omar cercò di impennare rischiando una nuova caduta
al suo corpo già martoriato. Risero tutti compreso lui che si sentiva
protagonista. Era dai tempi dell'asilo che faceva il buffone e quasi si
sentiva escluso dal gruppo se tutti non ridevano di lui. Voltò il suo
viso tutte croste verso Paolo: "Toh, chi non muore si rivede, eh?" col
suo riso che voleva essere furbo. Decisero di andare al pub a bere qualcosa,
ma dentro di loro avevano anche altri interessi. Gianni era cotto per
la barista mora, ma ovviamente senza speranze. Paolo sperava di incontrarci
Elisa, anche se sapeva che era impossibile. Teo sognava sempre quella
figa "che sicuramente doveva essere una modella". Non conosceva il suo
nome perciò la chiamava 90-60-90, ponendo bene l'accento sul primo 90.
Omar si era innamorato di una biondona che riusciva a bere anche più di
lui. Una volta in cui erano entrambi totalmente fuori, non che questo
fosse difficile, si erano scambiati qualche monosillabo (di certo sul
problema della fame nel mondo o sul nucleare). Poi più nulla, un amore
etilico.Il pub era stracolmo di gente, nonostante fosse immenso. C'era
pure una pista per ballare ed un palco per i gruppi.
Presero subito quattro birre medie al bar. "Hai visto c'è 90-60-90!" trionfò
Teo mentre Gianni si voltò sentendosi chiamato da Paolo. Stava parlando
con una tipa cui 90-60-90 doveva essere, sommato assieme, il suo peso.
Dopo una solenne presentazione Paolo si dileguò. Lei reagì al suo silenzio
dicendogli di non essere timido. Era stata fermata col pretesto che c'era
un amico pazzo di lei e molto timido.
Intanto i loro giri di bevute si moltiplicavano. Capirono che la voglia
di scherzare insieme era molto più forte del fatto di andare a fighe.
Omar aveva conosciuto tante tipe e questo grazie a Gianni che aveva la
premura di tastare il culo delle ragazze vicine a lui. Poi si dileguava
lasciandolo lì a spiegare a quelle che non era stato lui. Gli altri ridevano
come matti lui se la prese un po'. Provò a fare lui stesso il gioco ma
una figa lo scoprì subito e lo infamò. Birra, vodka, gin erano in circolo
alla grande. Andarono tutti euforici in pista, cominciando a spingersi
tra loro e non solo. Omar ebbe qualche contatto con un tipo che di sicuro
era venuto lì apposta per fare a botte. Era alto e largo il doppio di
lui, e certo praticava judò, boxe o cos'altro. Riuscirono per fortuna
a portarlo via, confermandogli continuamente che era il più forte e quindi
doveva graziare quel figlio di Tyson.
Ritornarono alle panchine. Ridevano prendendosi in giro. Si sentivano
più che mai uniti, amici veri. Sarebbero potuti anche andare a vivere
insieme per tutta la vita. Chissà cosa penserebbero se potessero vedersi
ora qui seduti al ristorante dopo tanto tempo. Gianni è immerso in questi
pensieri, lui che poi non è cambiato di molto rispetto agli altri. Infatti,
mentre loro hanno un lavoro, una donna, soldi, lui niente. Si sente un
po' come il suo maglione in una vetrina assieme ai loro distinti completi
giacche e camicie, camicie e cravatte. Intanto fra le chiacchiere s'insinuano,
sempre più, piccole pause in cui regnano i rumori degli altri tavoli e
delle loro distanze. La serata è ormai finita, come lo è quel vecchio
affiatamento, quella voglia di far cazzate, quella luce che brillava nei
loro occhi. Ora dietro alle loro etichette si nasconde rassegnazione,
egoismi e forse anche solitudini. La vitalità gli è rimasta nei confronti
dei soldi; cacciatori di soldi, ecco tutto conclude fra sé Teo. Omar rigira
attentamente un pacco di Malboro, quasi a cercarci le ultime storie da
raccontare.
Paolo prova a ravvivare la fiamma: "Però quante n'abbiamo combinate, eh?".
Si accorge però di averne tracciato l'epilogo. Si fanno portare il conto,
Teo e Paolo devono svegliarsi presto domani. Nel tornare a casa il pensiero
di ognuno cerca giustificazioni a tutto ciò, rifugiandosi in ovvietà tipo
"come passa il tempo, come ti cambia la vita, si stava molto meglio una
volta…". Omar vive con una moglie nevrotica che lo ha salvato da una sicura
cirrosi. Parla contento del suo lavoro da elettricista e del nuovo televisore
da mille pollici in cui addormentarsi la sera dopo le fatiche del giorno.
Paolo è divorziato. Ora vive con una nuova compagna e i figli di lei,
dividendo il suo con l'ex moglie. Un casino solo a parlarne. Sogna l'ultimo
modello di camion della Volvo. Teo è socio di una grande azienda di computers
e Internet. Lo aspettano grandi guadagni, una moglie, una casa al mare
e magari una per l'amante. Gianni è un eterno fuoricorso mantenuto. Perso
tra esami che non ha mai dato, lavori secondo lui troppo duri, concorsi
e domande per un "ti faremo sapere". Sogna di essere già in pensione.
Sentono ancora la voglia di scherzare. Ridono prendendosi in giro.
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