Oh, Dea, giusto tu! E' incredibile, sai, quello che mi è successo... Ora che siamo rimasti soli, a chi se non a me puoi confidare il tuo segreto? Non temere, nulla potrebbe apparirmi incredibile ormai. Non ne sarei tanto sicuro visto ciò che ti sto per raccontare... ti basti una parola... Cosmeone! Dovevo aspettarmelo. Riesci sempre a stupirmi con le strane avventure in cui vai a cacciarti. Ma suvvia, non tenermi più a lungo sulle spine... E' un lucido sogno o una realtà impossibile. O forse la vera realtà come di rado appare ad occhi umani. Tutto è iniziato nel mio letto, quando, desto o addormentato, mi sono visto da altezze sempre maggiori. A velocità vertiginose i miei occhi si allontanavano dalla mia casa, la mia città, il mio pianeta, perdendosi fra le stelle con una progressione inarrestabile e tumultuosa. Comincio a capire, temo, cosa
ti sta accadendo. E anche a te sarà difficile accettare l'idea di comprendere quale è
stata la causa di tutto E infatti questo è motivo di
sorpresa e preoccupazione per me. Buio, luce! Sono solo nomi che
voi umani date a ciò che fino a quel momento siete riusciti a percepire. E, quando i
vostri sensi incontrano Lo so, Dea, ora lo so. Ma non
ti puoi stupire se così poco sviluppata, Certamente. Ma la maggior parte si accontenta di prendere per vera quella immagine. Invocano me, ultima Dea rimasta al loro fianco, mi venerano, mi supplicano di accompagnarli, mi abbracciano, convinti di abbracciare quella che non sono. Poveri illusi! Spes mi chiamano, Speranza, ma sinceramente non so cosa significhi. Eppure tu Dea sai. Tu Sai.
Conosci il mondo all'infuori della scatola, sai dei cosmeoni e tutto il resto. Tu sei il
bambino che gioca con la scatola, tu ci puoi guardare dentro e vedere un minuscolo popolo
brancolare nell'ignoranza, trascinato in scopi e fini piccoli e meschini, creati
all'interno della scatola da chi li ha preceduti. Lo so. Ma tu che non hai
creduto alle verità preconfezionate, che hai rinunciato alle pareti protettive della
scatola per osservare con i tuoi occhi, che hai osato guardarmi in volto e conoscere
intimamente la mia essenza, ora tu attraverso me puoi vedere molto più degli altri
uomini. Eppure Dea, eppure resto
confuso e disorientato. Ho visto i cosmeoni, ho visto Te, ho capito e ho trovato altre
domande e altri interrogativi. Allora non ti rendi conto di essere ormai in una dimensione spazio-temporale completamente diversa a quella a cui sei abituato? Qui e ora puoi vedere la tua squadra giocare quando vuoi, e con un po' di impegno decidere tu il risultato. Però, questi uomini, non hanno niente di meglio a cui pensare che al calcio! E' strano, lo so, è assurdo.
Sono qui, bene non so dove, ti vedo e so eppure continuo a pensare come sempre. Domani
devo lavorare, stasera c'è la finale, Sabato mi incontro con questa Laura... insomma
avrò viaggiato nel cosmo e all'infuori del cosmo, sarò arrivato a conoscere o intuire
cose inimmaginabili e grandiose, eppure guardami, la rete di connessioni neurali che
determina i miei desideri resiste anche a questo. Appena scalfita dalla nuova Realtà che
oggi ho conosciuto. Come è possibile? Non dovrebbe prendere tutto una prospettiva
diversa? Non dovrei finalmente realizzare cosa è sostanza e cosa immagine? Capisco io. Ancora una parte di te fa resistenza a quello che ora sei. Ma è tempo che tu realizzi qual è il prezzo da pagare in cambio della tua nuova condizione. Tutto ciò che chiamavi abitudine, il mondo degli inconsapevolmente folli, non ti appartiene più. Perché hai scelto, con lucidità e consapevolezza, di congiungerti con la tua dea Follia. Ma non posso! Come faccio ad
accettare di cancellare una vita di ricordi per un secondo di consapevolezza? Come faccio
a concepire, a solo pensare che il nostro Sole non è altro che una particella di un atomo
del tuo corpo? Che l'intera Galassia è una molecola? E tu l'intero Cosmo? E cosa c'è
dopo di te? Quanti corpi esistono nel tuo mondo, quanti universi incontri e ti parlano?
Quanti cosmeoni esistono fra loro paralleli o indipendenti o intersecanti o correlati? No. E' questo il punto. Il
fine di ogni tuo girare è tornare al punto di partenza. Prova a mettere una mano
nell'acqua bollente, poi nel ghiaccio: Eh no! Non ci siamo! Se tutto torna e va a coincidere, chi sei tu? Chi sono io? Tu sei dea o sei donna, io sono uomo o sono dio? O siamo la stessa cosa? E sono io parte di te o te parte di me? Chi contiene cosa? Chi è chi? Non capisco, non riesco a capire. Non POSSO capire. Ridatemi le mie pantofole! Aspetta. Per renderti tutto
più chiaro mi pare opportuno rivelarti un concetto fondamentale, che per le conseguenze
che implica cambierà necessariamente il tuo modo di vedere le cose. Dea Madre, Natura, Mondo,
Universo in cui vivo e di cui faccio parte, tu non puoi giocare con la mia mente. Non può
essere il momento ne' il tempo, non può essere l'occasione. Non posso capirti mentre il
mio corpo resta inanimato a respirare su un letto terrestre e la mia mente si ritrova a
vagare dove non dovrebbe. Io mio ritiro, fammi tornare nel mio mondo di linee rette e
corpi finiti. Ho assaggiato l'infinito e ne sono rimasto nauseato. Non fa per me e se
anche io fossi un universo e se anche tu fossi un essere che vive in me come io vivo in
te, ciò non cambierebbe nulla. Va' pure. Non devi chiedere a
me l'autorizzazione per mettere in atto le tue scelte. Le conseguenze sono tutte a tuo
carico. |