AMORE e PSIC(HE)/ANALISI
di AS
| Quando le persone si amano, i loro sentimenti li portano ad usare delle
parole per esprimersi che ormai sono diventati mere convenzioni, anche se con tutta
probabilità la loro pregnanza emotiva resta invariata. Frasi come "mi sono
innamorato/a di te" o "ti amo" o "mi piaci" con tutte le varianti
che ne derivano sono tuttora le più comuni. Ma cè una categoria di persone che delle parole ne hanno fatto una professione (non parlo dei poeti, il poeta generalmente non è un "professionista", .) e che, secondo un loro antesignano, tale Freud, le parole "curano". Ma anche fra gli psic, sul principio che "similia similibus" si innamorano (a volte fra loro) e scorrono sentimenti che in un modo o nellaltro devono essere espressi e dichiarati. Qui si vuol proporre una carrellata ipotetica di "dichiarazioni" possibili fra questi "esperti" della "parola": Il freudiano: dalle profondità del mio Es mi sorge questo impulso che, debolmente contrastato dal Super-Io, si proietta sulla tua persona che ora è diventata l"oggetto" della mia pulsione, e che mi dà la possibilità di ottenere la gratificazione istintuale tesa a superare il mio narcisismo primario e a oltrepassare il complesso edipico così da arrivare a quella condizione illusoria di felicità infelice .. Lo junghiano: nel mio percorso di individuazione ritrovo in te larchetipo dellAnima/Animus tappa fondamentale per uscire dalla dimensione del Puer Aeternus e volgere finalmente lo sguardo a quelloscurità che è la mia Ombra per poter entrare nei labirinti oscuri della materia e costellare quindi la mia psiche con la "funzione trascendente" e unire i nostri Selbst nella coniuctio oppositorum preludio necessario alle hierosgamos . Il kleniano: nelle nostre reciproche identificazioni proiettive in cui loggetto buono è stato introiettato (seno) e quello cattivo espulso, proiettato, sono giunto/a a quella posizione depressiva in cui ti riconosco in tutta la tua totalità per cui ora posso "riparare" le ferite inferte dalla mia invidia e avidità ed esprimerti tutta la mia gratitudine . Il reichiano: nel dissolvimento delle nostre reciproche corazze caratteriali potremo dispiegare completamente la nostra genitalità senza sottostare alle "perversioni" della "peste emozionale" e liberarci dagli "ingorghi" libidici .. vuoi venire nella mia camera "orgonica"? Il lacaniano: è nella condivisione dei codici linguistici che noi possiamo instaurare quella grammatica emozionale che ci permette di trovare quel significato che ha il suo referente nel significante che durante la fase dello specchio ci permette di riconoscere lAltro come altro e giungere infine a quell"Unità" dove "Noi siamo là dove non pensiamo" . Il langhiano: nella contrapposizione dialettica delle nostre esperienze (io esperisco ciò che tu esperisci e tu esperisci ciò che io sto esperendo di te, io poi esperisco ciò che tu stai esperendo di me-tu-noi-voi-essi-loro, gli altri, blurp .) noi possiamo dipanare i nostri "nodi" relazionali e articolare le nostre esistenze sulla base della reciprocità e della autenticità per toglierci dalla confusività data dallalienazione e dalla mistificazione . Il bioniano: tra le griglie dei nostri assunti di base e oscillando continuamente tra PS« D usando gli elementi a e b arriveremo alla conoscenza (K) tramite lamore (L) e lodio (H) e la potremo esorcizzare con (-K) fino ad arrivare al centro dei nostri oggetti "O" è là trovare la Verità Il winnicottiano: è nello spazio transizionale, tramite l"oggetto di transizione" che noi possiamo finalmente ritrovare quel "gioco" che ci permette di s-velare il falso Sé e ri-velare il vero Sé nella ricerca di una "hold" comune . E così gli psic possono dare voce ed esprimere li umanae passioni con i loro linguaggi e non ce ne vogliano gli esclusi come gli adleriani, i berniani, i khoutiani, i ferencziani, gli eriksoniani, i rankiani, gli stekeliani, i bowlbiani, i binswangheriani, ecc.ecc. (lo spazio purtroppo è quello che è) ..i poeti sono più suggestivi? Maybe, ma quelli sono altri mondi, altre parole, altri echi |