LA MACCHINA DEI CLONI
di Daniele Paccaloni

- ...lei quindi afferma di non essersi impossessato illegalmente dei compressori di atomi; può spiegarci allora perché li aveva nel suo laboratorio privato? -

- Le ho già detto che lavorando alla Matrix Research come primo chimico ero il responsabile dei laboratori; non mi era proibito prelevare macchinari per usarli nel mio laboratorio privato, ammesso che non li danneggiassi. -

- Lei sa però che è proibito a chi è sprovvisto di permesso ufficiale, di avere simili apparecchiature nel proprio, chiamiamolo così, laboratorio personale, il quale, di fatto, coincide col sotterraneo della sua abitazione. E questo permesso lei lo ha perduto da quando si è licenziato dalla Matrix Research sei anni e due mesi fa, per la precisione. Risulta anche che non ha avuto più alcun lavoro da allora, e sua moglie, tuttora in vacanza nella stazione orbitale, è disoccupata.

Eppure vivete molto agiatamente, più agiatamente della norma; per questo la Inquisizione Statale ha reputato opportuno indagare. -

- Vostro onore, questo non significa che gli agenti dell'inquisizione avessero il diritto di perquisire la mia abitazione e soprattutto il laboratorio, di sequestrarmi i compressori di atomi e di portarmi, anzi trascinarmi, perché questo è il termine esatto, in questo Tribunale Inquisitorio di stato. -

- Silenzio, Ryter! Non dica idiozie. Piuttosto risponda: lei aveva in casa un compressore di atomi per ogni elemento chimico, tutti collegati ad una cabina delle due che compongono la sua misteriosa macchina controllata da un supercomputer Sayor 8000, dal costo proibitivo anche per una grossa compagnia. Quello che ora ci preme sapere da lei, Ryter, è... a cosa serve? Si ricordi che se non ci risponderà saremo costretti ad interrogare il suo cervello, cosa lunga e noiosa per noi e molto stressante (lo sa bene) per lei. -

- Stavo facendo esperimenti per la sintesi veloce di nuove molecole complesse partendo da atomi semplici. L'elaboratore serviva per il progetto delle stesse e per il controllo della sintesi, mentre nelle cabine avveniva il processo. -

- Dunque potrebbe darcene un esempio ? -

- Non ho detto questo. Purtroppo il sistema non funziona correttamente, il... -

- Sa quanto costa un Sayor 8000, vero ? Come mai ne possiede uno ? -

- La Matrix mi aveva dato il permesso di portarne uno nel mio laboratorio privato. Per continuare una ricerca sul... -

- La Matrix Research ha negato di averle dato tale permesso. Ryter, non ci prenda in giro. Se non vuole darci lei le informazioni ce le fornirà il c-scan.

L'udienza è tolta. -

Entrarono due agenti dell'Inquisizione Statale che esplicitamente invitarono il chimico ad uscire dal tribunale e a seguirli nel minijet blindato.

Si fermarono davanti al mastodontico grattacielo dell'Inquisizione e vi entrarono.

L'ascensore li lasciò al penultimo piano; uscirono; Ryter li seguiva impassibile.

Una luce viola li investì, poi la porta si aprì emettendo un sibilo quasi impercettibile.

- Un Sayor 6800. - pensò Ryter scorgendo in fondo alla sala l'enorme elaboratore adibito allo scanning cerebrale, e si meravigliò del fatto che non l'avessero ancora rimpiazzato con il nuovo, compattissimo, e ben piu' veloce 8000. Un gioiello di tecnologia.

Intanto gli agenti si fermarono sulla soglia della porta mentre un ometto col camice bianco, fissandolo per un istante, disse: - Si accomodi, Ryter. - soffocando un istintivo desiderio di sorridere.

Si distese sul lettino ed un assistente gli praticò velocemente un'iniezione nel braccio destro.

Gli misero un casco collegato al potente supercomputer. Un altro assistente schiacciò un tasto e dei numeri cominciarono a ballare sui display colorati al ritmo della rotazione del suo schema cerebrale nel campo-visore tridimensionale.

Si addormentò.

Stava sognando il sequestro ? No. Era in vacanza in Giappone... no, non più, lampi di ricordi si susseguivano a ritroso nel tempo, parecchi flash bianchi, dolorosi si mischiavano a istanti già vissuti come se gli avessero messo il cervello in un frullatore e ad un tratto si trovò nel suo laboratorio.

Stava ultimando le connessioni della sua macchina al Sayor 8000. Sperava che anni di lavoro passati alla Matrix per comprarsi i compressori di atomi gli avessero permesso di realizzare il sogno avuto sin da ragazzino. Si sentiva emozionato. Tremando accese la macchina, afferrò la prima cosa che gli capitasse per le mani (una penna) e la infilò in una cabina che recava la scritta "Source".

Chiuse la cabina mentre un forte rumore continuo segnalava il corretto funzionamento della pompa a vuoto nella seconda cabina, "Destination".

Stava camminando impaziente per il laboratorio quando finalmente l'S8000 annunciò il terminato lavoro della pompa. La temperatura all'interno delle due cabine scese praticamente a zero gradi Kelvin; fissando in alto vide di ognuno dei cento e piu' compressori di atomi accendersi le spie di decompressione. Le spie si spensero circa mezz'ora dopo, la temperatura stava salendo fino a giungere a diciotto centigradi come di norma nel laboratorio. Su un monitor apparve il messaggio "Clone completed". Si avvicinò alla cabina "Destination" e l'aprì, vi era un complesso amorfo in cui spiccavano qua e là dei cristalli metallici. Si passò una mano tra i capelli e si sedette su una delle tante sedie del laboratorio.

Un lampo bianco, confusione per alcuni istanti. Stralci di un sogno in cui era inseguito dagli agenti dell'Inquisizione. Un altro lampo bianco, ancora piu' forte. Ora stava mangiando dei biscotti, no anzi, stava modificando le connessioni dei compressori.

Adesso era nuovamente in piedi e la macchina era leggermente cambiata. La stessa penna (che Stephanie gli aveva regalato) era nella prima cabina ed il messaggio "Cloning..." era sul monitor, anzi (lampo bianco), c'era scritto "Clone Completed". Si avvicinò alla seconda cabina, la aprì e, stordito, vide una penna identica a quella introdotta nella cabina "Source". Gli girava un po' la testa, da un armadietto prese un contenitore dal quale estrasse e ingoio' una pasticca...

Improvvisamente si sveglio', era di nuovo nella sala di c-scan dell'Inquisizione (in effetti non si era mai mosso dal lettino a cui l'avevano legato). La faccia dell'ometto era deformata da un ghigno idiota che subito scomparve. Si sentiva come se gli avessero spremuto il cervello come un limone; debole, quando gli tolsero il casco e sciolsero le cinghie, tento' di alzarsi in piedi ma presto si rassegno' a giacere sdraiato sul lettino.

L'ometto gli pratico' un'altra iniezione e questa volta dormì realmente, facendo i sogni piu' strani e privi di significato...

Si sveglio' in una stanzetta la cui porta si aprì e due agenti lo fecero alzare per condurlo nuovamente al tribunale dell'Inquisizione di Stato.

Il giudice e i membri lo fissavano seri.

- Abbiamo visto a cosa serve la sua... -

- Macchina dei cloni. - rispose secco Ryter.

- Macchina dei cloni, appunto. Forse lei non si rende conto di cosa possa significare questo per l’umanità' e per lo Stato. Non ha pensato che se ognuno fosse in possesso di una simile macchina non ci sarebbe piu' ordine nel mondo ? Chiunque potrebbe avere ciò' che vuole: denaro ? Inutile, si rende conto ? Non avrebbe piu' senso lavorare, non avrebbe piu' senso produrre qualcosa, niente piu' ideali, l'uomo sarebbe ridotto ad una specie di... Ma si rende conto di cosa significherebbe duplicare esseri viventi ? - il giudice era rosso in viso - Creare uomini senza anima, inerti ammassi ordinati di materia. Significa andare contro il volere di Dio, significa macchiarsi di superbia.

Questa macchina porterebbe all'anarchia e, quel che è peggio, alla Paranoia. -

Si aspettava queste conclusioni. Nel XXIII secolo lo Stato aveva attraversato un grave periodo di disfacimento a causa del dilagante ateismo dovuto agli incredibili risultati raggiunti dall'intelligenza artificiale che aveva "creato" cervelli sintetici quasi perfetti. Lo stato temeva una macchina che potesse definitivamente mettere in dubbio l'esistenza di Dio.

Ormai tentava solo di difendere la sua posizione:

- Pensi ai vantaggi, invece: non ci sarebbe piu' bisogno di rubare, potremmo duplicare organi per i trapianti... le applicazioni sono infinite, nella medicina, nell'industria, in ogni campo... -

- I vantaggi non giustificano gli svantaggi -, riprese secco il giudice, - il tribunale dell'Alta Inquisizione Statale decide oggi, 8 Dicembre 2490, che la macchina sequestrata sia distrutta e che il suo creatore, Andrew Ryter, sia sottoposto alla distruzione di parte delle cellule cerebrali, in quanto pericoloso per lo stato, il prossimo e Dio. -

- Mi rifiuto: mi farete impazzire come tutti gli altri a cui avete fatto questo trattamento spietato. Avete trasformato le carceri in manicomi e avete il coraggio di dire che la mia macchina può' portare alla paranoia. - rise con ironia schifata - Se poteste sareste capaci di prendere il mio cervello e usarlo come memoria di massa per i vostri maledetti archivi. - poi, con rabbia aggiunse: - mi rifiuto, assolutamente. -

- Adesso basta. E' la legge, Ryter, sa che se si oppone verrà ucciso. -

- E' sicuramente piu' umano. -

Allora il giudice fece un cenno e i due agenti lo portarono nuovamente alla sede dell'Inquisizione Statale.

Questa volta l'ascensore si fermo' all'ultimo piano. Nella stanza c'era un ometto simile a quello della sala di scanning del cervello, solo aveva un poco diversi i connotati.

Disse con una vocina tutt'altro che profonda: - Lei è Andrew Ryter ? -.

Ryter annuì.

- Simuleremo un rapimento - riprese l'omino - lei è uno scienziato molto importante e molti la vorrebbero per le proprie ricerche legali o illegali. Nessuno saprà della sua morte; non si preoccupi per sua moglie, credendola ancora vivo soffrirà' di meno. -

- Grazie. - fece Ryter molto ironico, ipocriti ! E si stupì' perché' l'idea della morte non lo spaventava affatto.

- Come preferisce essere ucciso ? - disse l'ometto quasi fosse un negoziante di fronte al cliente.

- Acido cianidrico. -

- D'accordo, mi segua... - Da dentro il casco che gli infilarono sentì la voce smorzata dell'omino:

- Si accomodi in questa camera. -

Entro' e si sedette sulla sedia che costituiva l'unico elemento di arredo insieme alla bombola portatagli in quell'istante.

Un’estremità' del largo tubo nero collegato alla bombola si incastro' saldamente nell'apposito connettore del casco.

Il boia gli indico' un pulsante sulla bombola: - Quando sarà' pronto prema quel tasto. -

Ryter non rispose; l'ometto se ne andò' chiudendo la porta della camera ermetica dalle pareti trasparenti e Ryter, dopo aver premuto qualche pulsante nel suo computer da polso, schiaccio' il tasto indicatogli sulla bombola come se dovesse accendere la televisione e rimase a fissare il display a segmenti rossi che indicava la percentuale di HCN che il vaporizzatore immetteva all'interno del casco.

Già' non avvertiva piu' il tipico odore del gas e poco dopo il suo cadavere si adagio' sullo schienale della sedia.

Un'ora dopo il corpo fu inviato all'interno di un compressore di atomi per far compagnia a quello di tanti altri individui scomodi allo Stato. Il giorno 31 di ogni mese il compressore veniva svuotato nello smistatore per il recupero degli elementi importanti.

Fu circa 2 settimane dopo che la signora Stephanie Ryter torno' a casa dalla rilassante vacanza nella stazione orbitale.

Inserì' la tessera di credito nell'apposito lettore ottico, il portello si aprì ed uscì dal Taxi-Jet.

Infilo' quindi la tessera di identità' in un altro apposito lettore ottico di fianco all'ingresso della sua abitazione e attese...

Attese...

- Ciao Stephanie ! - fece Andrew aprendo - Com'è andata ? -

- Benissimo, e tu cosa mi racconti ? -

- Tutto come al solito... ho solo un po' di febbre. -

Chiusero la porta, Andrew la bacio' e disse: - Scusami, adesso, se mi cercano dì che non ci sono; ho molto da fare... - disse pensando che doveva ancora finire di eseguire gli ordini che lui stesso si era dato un attimo prima di morire. Sorrise guardando la bella Stephanie che lo fissava stupita e divertita come sempre, ed aggiunse: - ...Anche un importante backup ! -.

AbnormaliA