MATRJIOSKA
di Tatlin
| Non c'è niente al di là della finestra socchiusa, e oltre l'albero stretto da un
filo di ferro per appendere i panni. Ma in alto c'è un grigio, più avanti già bianco e
un piccolo mucchio, celeste. Nient'altro nella giornata, vuota di un desiderio che fosse uno. Neanche la voglia di un frutto, un acino per la bocca, un grammo di qualunque cosa. Immagini vanno e vengono e queste sono le note. Ora, a pensarci, può sembrare impossibile o scemo, ma di giornate così proprio tante... Matrjioske non hanno che dire, s'infilano e basta, sparite: ho lo stomaco gonfio del mio. Sono io da qui dentro che voglio riuscire e vedermi. Le Matrjioske sono bambole russe, calendari e orologi quaggiù. |